Alcune considerazioni di un italiano all’estero, che nel volgere di pochi giorni, sperimenta vasta gamma delle emozioni all’uomo concesse.
Ora che é tutto passato (…cominciato?) nel migliore dei modi, mi piacerebbe condividere alcuni dei molteplici stati d’animo che hanno dilacerato la mia persona in quest’ultimo periodo pre-referendario.
Tutto comincia con l’ansia e il timore che le schede per votare non arrivino in tempo… La data dei referendum si approssima e delle schede nessuna notizia. Só anche che per essere considerato valido il mio voto (cioé le schede) devono ritornare al consolato entro il 9 giugno. Vivo all’estero da ormai 13 anni  ma, ci tengo a dire la mia ad ogni elezione; quando poi si affrontano temi vitali come quelli degli attuali referendum… bhe allora il desiderio diventa ferrea volontá.
Fortunatamente Il Consolato Italiano e le Poste brasiliane fanno il loro dovere e a dieci giorni dal termine utile mi recapitano le schede a casa. Voto con entusiasmo e meno di due ore dopo, le schede sono nuovamente all’ufficio postale per riprendere il cammino che le riporterá di nuovo al consolato italiano.
Felice, mi immergo nella rete e con un certo malcelato orgoglio, posso dire alla vasta comunitá facebook: io ho (giá) votato!
Dopo alcuni giorni di soddisfazione personale e trepida attesa per le fatidiche date referendarie, vengo improvvisamente assalito dalla polemica: italiani all’estero e raggiungimento del quorum!! Comincio a provare nel fondo del mio animo un tormento atroce… il mio tanto sbandierato e gongolato voto da italiano allestero puó (forse) essere la causa del crollo di un sogno: il mancato raggiungimento del quorum da parte di tutti i quesiti referendari… con buona pace del cavaliere (che peró non sembrava aver intuito la cosa) ma soprattutto dei tanti che si erano illusi che un cambiamento reale stesse avvenendo in Italia. Giorni di tensione e delusione, tra notizie di ricorsi annunciati e controricorsi minacciati. Sensazioni dolorose che lasciano spazio al sollievo e all’allegria e all’euforia, quando finalmente giungono le ore 15,05 di lunedí 13 e i primi dati sull’affluenza alle urne.  Un sollievo. Posso finalmente godere un poco, finalmente ho qualcosa di di diverso da raccontare agli amici brasiliani che non siano le goliardiche imprese di cavalier Silvio, finalmente qualcosa da dire con un sorriso vero e senza l’amaro in bocca.
Rimangono, alla fine di questa storia, la sbornia di soddisfazione, il ritrovato orgoglio e  la speranza di un futuro migliore ma anche alcuni dubbi e perplessitá che vorrei condivire, chissá inserire in qualche dibattito, forse che ne possano stimolare qualcun altro. La questione é che il voto degli italiani all’estero, cosí com’é attualmente strutturato, lascia molto a desiderare e soprattutto lascia spazio a possibili manipolazioni. Per chi non lo sapesse il voto all’estero funziona cosí:
Il consolato invia all’elettore: una busta contenete le schede elettorali, il certificato elettorale, 2 buste per il riinvio delle schede al consolato e le istruzioni per l’uso.
L’elettore deve: votare sulle schede, inserirle in un prima busta anonima che va sigillata, inserire la busta con le schede in una seconda busta assieme al certificato elettorale, chiudere e rispedire il tutto al consolato. Senza francobollo perché il tutto é prepagato.
Ok, tutto in realtá é molto semplice e pratico, ma esistono vari ma…
-Tutto avviene per posta normale. Ovviamente posso verificare che il materiale giunga fino a casa mia, ma nessuna certezza che ritorni al consolato.
-Se le schede non mi arrivano entro due settimane dal voto, posso recarmi al consolato a chiedere spiegazioni. Giá ma se abito a cinque ore di viaggio dal consolato? (e tutto sommato mi va anche bene rispetto a altri) E chi me lo paga il viaggio, e il cibo e il tempo e il lavoro perso?
-Il mio voto viene effettivamente conteggiato una volta giunto al consolato? Ho effettivamente votato? Non so proprio come verificarlo.
-La busta contenete le schede é anonima ma, a ben guardare, é in una busta col certificato con il mio nome e cognome. Quindi teoricamente (e non solo teoricamente) il mio voto potrebbe essere identificato.
-Ma quante schede ci sono in giro? Chi le maneggia? É un servizio terziarizzato? É sicuro?
-Arrivano le schede ma,  l’informazione? Non esiste informazione che non sia quella del foglio che arriva assieme alle schede e che si limita alle informazioni (veramente di ) base e tecniche. Tipo: “elezioni politiche  2009” o “referendum popolare n. 1 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione“. So che anche in Italia é difficile essere informati ma all’estero, dove molti dei votanti hanno pochi contatti con l’Italia e spesso neanche parlano o capiscono perfettamente l’italiano, é necessaria se non proprio fondamentale una informazione decente.
- Infine, ed é una domanda relativa al post voto: chi cavolo eleggi alla fine? Lo hai mai piu sentito? Ti ha mai scritto qualcosa, ha mai fatto qualcosa per gli italiani all’estero? Non lo só, qui nella circoscrizione di San Paolo il consolato continua trattandoti al pari di una merda. Per un semplice rinnovo di passaporto, devi prima sperare di trovare un agendamento in internet ( e non c’é nessuna garanzia di trovarlo) per poi aspettare una media di tre mesi . Telefonre? É come mettersi l’iPod alle orecchie… ascolti musica per ore… e la bolletta del telefono sale. Nel frattempo lo Scilipodi di turno si é venduto per poco di piu che trenta Reais.
Ma questa dei disservizi del consolato va in un post a venire.

« »