Nel marzo del 2003 a Pindamonhangaba, una piccola città dello stato di San Paolo in Brasile, nasce officina ArtAud. Nasce senza una forma definita, priva di uno spazio in cui risiedere e seguendo l’impulso a un gesto capace di riscattare dall’ovvio quotidiano. Cosciente più del suo non voler essere che del suo essere. Uno spazio virtuale dove vivere ed esplorare il vuoto culturale, l’assenza di  radici, la perdita della Memoria. Indipendente; per non dover rendere conto a nessuno, per non dover omettere o tacere, per essere libera di cambiare e di sbagliare se é il caso.

Fondata da Vittorio Colacchio discepolo di Renzo Casali, allievo della Comuna Baires di Milano e abitante di Willaldea, officina ArtAud é figlia dell’intuizione che: le cosiddette periferie culturali sono l’unico luogo in cui é possibile rintracciare energie capaci di scuotere le fondamenta della civiltà post-industriale. Non é possibile combattere un sistema dal suo interno poiché questi genera anticorpi che presto o tardi annullano l’efficacia dell’attacco. Per essere effettivo, l’attacco deve avvenire laddove il sistema é più fragile, laddove il sistema estrae la linfa vitale necessaria alla sua cancerogena crescita. Per questo motivo officina ArtAud é nata in Brasile, paese con la maggior diseguaglianza sociale, la maggior contaminazione inter-culturale; gigante dai piedi di argilla e fucina di energie incontrollate. Poteva forse essere altrove, ma non a Milano, Londra, New York…

Paradosso é che officina ArtAud non nega le sue origini che affondano nella stessa società che combatte. Non nega (anzi grida forte) la sua filiazione a quanto di migliore questa società ha prodotto in termini di uomini e pensieri. Ma far crollare un sistema non vuol dire tagliare i fili della Storia, vuol dire cercare nuovi cammini (o forse solo ritrovarne qualcuno che si era perso nel tempo) e lungo questi progredire. Senza paura di cadere, senza paura di rialzarsi, ogni volta con un ematoma e una domanda in più.

Come perseguire lo scopo? officina ArtAud non ha ricette pronte. Vive le sue intuizioni, valide in uno specifico contesto, consapevole che il fatto stesso di vivere e agire é una risposta a coloro che propongono di sopravvivere e subire. officina ArtAud crede che esiste una malattia chiamata obesità culturale, che colpisce coloro che si nutrono di idee e non producono gesti. officina ArtAud crede nella forza del Teatro come strumento scardinante, quando usato nella sua forma primaria, che ci costringe a riflettere su noi stessi attraverso la comunione con gli altri. Crede nel teatro senza aggettivi, perché non esiste teatro classico o teatro moderno, esiste il Teatro; insieme  del Tutto e linguaggio universale.

Non si tratta di un tentativo ambizioso, tale sarebbe se officina ArtAud si facesse portatrice di un qualche messaggio. Voler cambiare il mondo non é una affermazione astratta, é una necessità, é la Personale Verità di officina ArtAud. In realtà poco importa se lo scopo verrà raggiunto oppure no. Altri verranno dopo di noi, così come tanti ne sono venuti prima. Il come ognuno ricerca la sua Personale Verità, la coerenza e l’onestà intellettuale che lo animano, é ciò che lascia una traccia. Gli obbiettivi raggiunti portano il nome di pochi, ma sono il frutto di queste deboli  tracce. Contaminazione tra infinite verità che formano la nostra Storia.